Giovanna D’Arco e le voci templari

Particolare di Giovanna d’Arco sente le voci, dipinto di Eugène Romain Thirion

Il paganesimo classico era una religione complessa, composta da diverse pratiche e credenze. Una delle sue caratteristiche principali era la distinzione tra la religiosità popolare e il culto misterico. La religiosità popolare era basata sulle tradizioni locali ed era accessibile a tutti, mentre il culto misterico era riservato agli iniziati, coloro che erano stati ammessi in una cerchia esclusiva e che avevano accesso alle verità metafisiche sulla natura ultima dell’essere.

Questa distinzione tra religiosità popolare e culto misterico era un elemento chiave del paganesimo classico e contribuiva a creare un equilibrio religioso nel mondo ellenistico. Tuttavia, con la predicazione di Paolo di Tarso intorno al I secolo d.C., questo equilibrio venne sconvolto. Paolo, uno dei principali sostenitori del cristianesimo, si impegnò attivamente nella diffusione del suo messaggio in Asia Minore e in Europa, e la sua predicazione ebbe un forte impatto sulla religiosità delle popolazioni locali, contribuendo a creare le basi per la diffusione del cristianesimo nei secoli successivi. Il cristianesimo si poneva così come religione salvifica universale, attingendo a piene mani dalla scuola ellenica. Sotto questa influenza nasce, tra il II e il III secolo d.C., lo gnosticismo, rappresentato da un’insieme di sette fortemente osteggiate dal cattolicesimo puro, che vedeva nella correnti gnostiche solo una forma di paganesimo risorto.

Secondo il pensiero gnostico l’anima umana è imprigionata nella materia corporea e ha finito poi, mediante un processo d’identificazione, per fondersi con il corpo stesso, dimenticando le proprie vere origini. A ridestarci dal torpore, giungeranno diversi eoni Salvifici, di cui Cristo sarebbe stato una delle massime manifestazione su questo piano. Secondo la dottrina gnostica, l’incarnazione di Cristo sarebbe stata solo apparente, poichè lo Spirito di Verità non può incarnarsi. L’uomo caduto nella materia non sempre riesce a scorgere la luce della salvezza, destinata a una cerchia di eletti. Tali convinzioni furono considerate eretiche e osteggiate nel corso del tempo, continuando tuttavia a sopravvivere attraverso dottrine segrete e alcuni dei detentori di tali conoscenze furono i Templari. L’ ordine dei Cavalieri Templari, fu costituito inizialmente nel XII secolo, con il fine di proteggere i pellegrini in viaggio verso la Terra Santa. Ma con il tempo la fama, la richezza e l’autonomia dell’ordine crebbero enormemente, fino a farlo percepire come un pericolo sia per il Re che per il papato. Per questo motivo Filippo il Bello, con l’assenso di Papa Clemente V, confiscò tutti i beni per poi sopprimere definitivamente l’ordine nel 1314, condannandoli al rogo con l’accusa di eresia. Ma l’ordine dei Templari riuscì a soppravvivere, poichè fin dall’inizio l’ordine ebbe una caratterizzazione iniziatica che ha influenzato diverse società segrete tra cui la Massoneria. La stessa Giovanna D’Arco avrebbe operato in continuità a tali dottrine iniziatiche, la cui origine sarebbe comunque da attribuire alla sfera dell’Eone salvifico. Si precisa che il presente studio, congiuntamente a altri che seguiranno, ha il fine di far luce su tutta quella serie di credenze e influenze tuttora presenti in certi ambienti, con l’obiettivo di fornire strumenti d’analisi simbolica e criminologica.

Come accennato in precedenza, la stessa missione di Giovanna D’Arco sarebbe in qualche modo legata ai Templari e al loro destino.

Diverse fonti vorrebbero che la pulzella d’Orléans fosse l’ultimo esponente di un ordine cavalleresco, proviamo a capire quanto possa esserci di vero dietro tali affermazioni.

Giovanna D’Arco, secondo l’ipotesi formulata da René Guènon, avrebbe ricevuto un’investitura di tipo cavalleresco, sicché la sua epopea avrebbe costituito l’effetto di un’influenza spirituale agente attraverso di lei e avrebbe rappresentato l’ultimo combattimento della cavalleria occidentale.
Degna di menzione, in rapporto a ciò, ci pare la testimonianza raccolta dal celebre storico Gerges Bordonove: “a proposito di Giovanna d’Arco: “mi è stata riferita una tradizione familiare, solida e inedita […] All’incoronazione di Carlo VII a Reims, tra le bandiere che garrivano sull’altare, apparve improvvisamente il Baussant del Tempio. Un certo Giovanni di Foucauld lo portava e, perché questo fosse più esplicito, era al fianco di Giovanna. In seguito a ciò, la santa fu presa per tradimento, abbandonata da Carlo VII e condannata dal vescovo di Rouen. Così la si voleva punire per aver ricevuto l’aiuto clandestino dei Templari”.
Va inoltre tenuto presente che l’iniziazione cavalleresca di Giovanna dovete innestarsi su un exoterismo che aveva integrato, entro il quadro del cristianesimo, una considerevole eredità tradizionale di origine celtica; di qui l’inevitabile impressione che intorno alla Pulzella si raccogliessero, come per compiere un estremo tentativo o per esaurire l’ultima possibilità concessa dalle condizioni cicliche ormai avanzate, tutte le forze tradizionali di cui la Francia poteva ancora disporre. In seguito tali forze sembreranno assentarsi completamente dalla scena occidentale e la Francia potrà ricominciare a svolgere la sua funzione di focolaio antitradizionale. La Francia di Filippo il Bello aveva fornito il primo grande esempio di rivolta del potere temporale contro l’autorità spirituale nell’Europa cristiana e aveva innescato quel processo di “regressione delle caste chiuse” che in una fase ulteriore, 500 anni più tardi, eliminerà la stessa nobiltà francese.

Ci sarebbe da ricordare un altro indizio relativo all’intervento di un retaggio celtico: la predizione di Merlino secondo cui il regno dei gigli, perduto da una donna, sarebbe stato salvato da una vergine; la spada della chiesa di Ciro Buhay evoca il ricordo di Excalibur, la spada del ciclo del Graal.

La storia di Giovanna la pone in rapporto simbolico di continuità di un’intervento celeste nell’ordine sacro temporale dei poteri d’Occidente, o più esattamente della funzione regale. Tutti sanno, in ogni caso, che lei si sente inviata Divina, incaricata di cacciare gli inglesi dalla Francia e di ristabilire la regalità francese. Ricordiamo tuttavia le prime parole da lei rivolte al futuro Re incoronato a Chignon: “gentile delfino, mi chiamo Giovanna la pulzella; il Re dei cieli manda a dire, attraverso me, che sarete incoronato consacrato a Reims e diventerete luogotenente del regno dei cieli, che è il Re di Francia”.

Giovanna più volte evidenzia la regalità del “Santo Regno di Francia”, anche la qualifica di luogotenente del Re di Francia conferisce all’umano Re una sorte d’investitura divina.

Dalle carte processuali apprendiamo che la missione di Giovanna si sintetizzava in “quattro mandati”: “cacciare gli inglesi; far inconorare e consacrare il Re a Reims; liberare il Duca di Orléans dalle mani degli inglesi; togliere l’assedio da Orléans”.

Lo stendardo esibito dalla Pulzella, realizzato secondo il “Comando di Dio”, raffigurava il Cristo regalmente seduto tra due angeli, mentre regge con la mano sinistra “il Globo del Mondo”. Lateralmente lo stendardo portava impressi i nomi di “Gesù-Maria”.

Dai resoconti processuali emerge un altro elemento enigmatico. Dopo i fatti di Chinon il Re aveva ricevuto, in presenza di Giovanna ed altri testimoni, una corona portata da un angelo: “È un angelo, di Dio e di nessun altro, quello che affidò il Segno al Re…Il segno fu che l’angelo annunciava al Re, portando la corona, che avrebbe avuto tutto il regno di Francia, con l’aiuto di Dio ed a mezzo della mia opera… L’ Angelo era accompagnato da altri angeli che nessuno vedeva se non fosse stato per amore di me e per farmi dimenticare a quelli che mi tormentavano, credo che molti di quelli che videro l’angelo non l’avrebbero visto …Penso che l’arcivescovo di Reims, i signori di Alençon e delle Trémoille e Carlo di Borbone lo videro. Quanto alla corona, parecchi uomini di Chiesa ed altri, che non videro l’angelo, la videro… essa è stata portata da Dio: non c’è orafo al mondo che possa farla così bella e così ricca. Dove l’abbia presa, io mi rimetto a Dio; e non saprei proprio dire dove l’abbia presa”.

L’episodio pone in relazione la regalità terrestre e quella celeste, una simile investitura sceglie e investe di certi privilegi una casa idonea in virtù della sua “razza”. La missione di Giovanna era quella di preservare il “Sangue Reale”, al cospetto degli Inglesi ad Orléans, ribadiva che “era venuta da parte di Dio per pretendere il Sangue Reale”. Riuscì a placare le preoccupazioni di Carlo VII rispetto al fatto che fosse il vero erede del Re, preoccupato dalle dicerie circa la condotta fin troppo disinvolta di sua madre, Isabella di Baviera.

La seconda fase della carriera della pulzella fu, dopo mesi di tensione nelle varie prigioni, interamente coperta dal processo di eresia e stregoneria che era stato ordito contro di lei per compromettere la sua opera di restaurazione della regalità francese e la sua lotta per la liberazione del territorio nazionale. Il suo comportamento durante il processo, sostenuto dall’assistenza divina, fu un monumento di intelligenza e di purezza, malgrado il cedimento che essa accusò verso la fine delle prove, per la paura del rogo.
Si voleva punire Giovanna per aver ricevuto l’aiuto clandestino dei Templari.

Il tribunale che condanno Giovanna d’Arco era preceduto da un vescovo, dottore in teologia e consigliere del Re d’Inghilterra, affiancato dal vicario dell’inquisitore di Francia a Rouen; gli altri giudici, una sessantina, erano monaci e tre, quasi tutti dottori di teologia, di diritto canonico e di diritto civile. Ciò può essere indicativo circa il potere di questo simposio.

Molti dialoghi sono stati tratti da “Les Procés de Jeanne d’Arc”, tradotti e presentati da Raymond Oursel.

Per fare conto di una fonte iniziatica sicura, citiamo Dante :”l’autorità temporale del monarca scende su di lui dalla fonte universale dell’autorità, senza alcun intermediario” (De Monarchia, libro III, capitolo 16).

Fonti:

Les Procés de Jeanne d’Arc, tradotti e presentatida _Raymond Oursel.

Michel Vâlsan – Giovanna D’Arco

Il Rogo dei Templari – Georges Bordonove

Immagine – Particolare di Giovanna d’Arco sente le voci, dipinto di Eugène Romain Thirion

Federico Carbone
Federico Carbone

Data pubblicazione

20 Gennaio, 2023

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