Insulina:delitto perfetto?

Il corpo di Elizabeth Barlow fu trovato immerso nella vasca da bagno di casa sua, a rinvenirlo fu suo marito, Kenneth Barlow, siamo in una sera di maggio del 1957, Yorkshire, Regno Unito.

Kenneth racconta che la sua ormai malata moglie, aveva scoperto di essere incinta di 8 settimane, un bel bagno rigenerante avrebbe dovuto darle ristoro, ma invece l’ha condotta verso un sonno letale.Morte per annegamento.

Un referto redatto nel 1958, pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) , V J Birkinshaw e dal suo team, descrive la posizione del cadavere nella vasca da bagno come “associata al sonno naturale”, inoltre sulla scena non erano presenti evidenti segni di violenza.Tutti gli esami post mortem, confermavano l’annegamento, ma molti interrogativi restavano senza alcuna risposta. Perché una giovane donna sarebbe dovuta annegare nel bagno di casa sua , senza dare alcun segno di reazione all’acqua inalata?Perché le risposte fisiologiche umane che “contrastano” l’annegamento non si sono manifestate?

La conclusone fu quella che Elizabeth non si fosse semplicemente addormentata, ma che avesse totalmente perso conoscenza.Kenneth ricordava di aver visto sudare copiosamente la donna e poi che avesse vomitato prima di entrare in bagno. Il cadavere di Elizabeth appariva con le pupille fortemente dilatate. Tutti segni che sembravano dimostrare che la donna fosse in realtà ipoglicemica, un improvviso abbassamento del livello di zucchero nel sangue le avrebbe fatto perdere i sensi.Anche i test tossicologici non evidenziarono nulla di anomalo.Solo un successivo riesame del corpo evidenziò due segni di punture da siringa ipodermica sui glutei, la recisione del tessuto nell’area interessata e poi la successiva analisi, dimostrarono la presenza d’insulina nella parte sottostante al tessuto umano asportato.Questo fu il primo caso noto incui l’insulina venne usata per compiere un omicidio.

La presenza d’insulina, che ricordiamo essere un ormone che ricopre un ruolo apicale nei processi metabolici concernenti il glucosio, non significa necessariamente morte.

Ma nonostante i progressi fatti finora , sia nel campo delle analisi chimiche e tossicologiche, provare l’uso malevolo dell’insulina resta tuttora difficile,In particolare quando non sono presneti segni di puntura come nel caso di Elizabeth.Lo sottolinea anche una ricerca condotta da Charline Bottinelli e la sua èquipe, il titolo dell’elaborato , pubblicato nel 2022, è: “L’intossicazione da insulina rappresenta ancora il crimine perfetto?”.

C Bottinelli et alCrit. Rev. Toxicol., 2020, 50, 324 (DOI:10.1080/10408444.2020.1762540)

Federico Carbone
Federico Carbone

Data pubblicazione

08 Gennaio, 2023

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